Pisarëi e fasò

Pisarëi e fasò

Ci sono essenzialmente due varianti per l’impasto dei pisarei, quella originale in cui prevale il pan grattato, e quella alternativa, in cui la farina è in maggior quantità. Io proporrò quella originale, che prevede abbondanza di pan grattato. Ciò comporta una maggiore durezza dell’impasto e “difficoltà” di stesura, ma i riccioli di pane risulteranno più resistenti durante la cottura in acqua, e più simili ai fagioli che li accompagnano.

CENNI DALLA TRADIZIONE –

Questa ricetta è davvero molto antica, gli ingredienti sono dei più poveri e infatti come si leggerà, la farina veniva “tagliata” col pan grattato raffermo per risparmiare. Il piatto ha origini contadine, infatti la ricetta prevede l’utilizzo di lardo, cotiche e salsiccia, ingredienti derivanti dalla macellazione del maiale (perchè “del maiale non si butta via niente”). Molte le spiegazioni sulla parola Pisarei, le più attendibili sono due: la prima deriverebbe dalla storpiatura della parola piacentina “bissa”, cioè biscia/serpente come la forma delle striscie di pasta prima di essere tagliate. L’altra che deriverebbe dalla parola spagnola Pisar, cioè pestare/schiacciare; infatti i gnocchetti vanno schiacciati sotto alle dita per dar loro la tradizionale forma.

DOSI PER CIRCA 6 PERSONE

300gr di pan grattato
100gr di farina
acqua calda 

COME FARE I PISARëI E FASò

Preparate l’impasto, amalgamando poco a poco la farina al pane grattugiato versando acqua bollente tanto quanto basta per avere un impasto elastico e morbido. Da questo staccate dei pezzi che assottiglierete con il palmo delle mani fino a dar loro la forma di biscette, simili ad un grissino.
Staccate dei piccoli pezzi che schiacciati con il pollice acquisteranno la forma cava di gnocchetti.

Il procedimento, come vedete, è estremamente semplice.
Il segreto per fare degli ottimi pisarei e fasò è fare piccoli gnocchetti, in modo che possano essere sommersi dal sugo, che può essere anche di agnello, ma in ogni caso sempre abbondante.

Ci sono leggende che narrano di suocere che controllavano il pollice delle future nuore per vedere se sarebbero state delle brave mogli per i propri figli! 

  • BASSA
  • I PISAREI SI DICONO PRONTI QUANDO “VENGONO A GALLA” IN ACQUA BOLLENTE SALATA
  • I PISAREI SONO NOTORIAMENTE ACCOMPAGNATI DA UN SUGO DI FAGIOLI CHE IN ORIGINE ERA “IN BIANCO”, QUESTO PERCHE’ I POMODORI FURONO IMPORTATI IN EUROPA SOLO DOPO LA SCOPERTA DELL’AMERICA, MENTRE QUESTA RICETTA E’ BEN PIU’ ANTICA. SESI VUOLE SEGUIRE PARI PARI LA TRADIZIONE, LO SI PUO’ GUSTARE COL MEDESIMO SUGO SENZA L’AGGIUNTA DELLA PASSATA DI POMODORO
  • AD ALCUNI PIACCIONO CON SUGO BELLO DENSO, ALTRI INVECE PREFERISCONO GUSTARLI COL SUGO “BASOTTO”, CIOE’ LEGGERMENTE PIU’ LIQUIDO, ASSIEME ALLE COTICHE DEL MAIALE

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